LA BADIA DI DULZAGO


Badia di Dulzago
La Badia di Dulzago, oggi una frazione (con circa 14 abitanti) del comune di Bellinzago Novarese (Novara) si trova a 4 chilometri dal capoluogo, al limitare della pianura risicola novarese, sui primi pendii delle colline moreniche che caratterizzano la vallata del Terdoppio.
Dell'antico borgo che sorgeva nei pressi dell'attuale Badia (già citato nell'892), oggi non resta alcuna traccia.

Cenni storici
La Badia fu fondata dai "canonici regolari" (fedeli alla regola di Sant'Agostino) all'inizio del XII secolo, come luogo di culto religioso. Nel Medio Evo svolse importanti funzioni spirituali nei confronti degli abitanti del territorio.
Nella seconda metà del Quattrocento, quando divenne Abate Commendatario Leonardo Sforza da comunità religiosa divenne anche un importante centro agricolo.
I monaci e i coloni che vi abitavano, infatti, in breve tempo svolsero un'opera di bonifica del territorio circostante rendendo i terreni molto produttivi.

Organizzazione del complesso
La Badia era organizzata come un vero e proprio complesso monastico: vi era la chiesa (con un proprio parroco, nominato dagli abati commendatari), le residenze dell'abate e dei canonici, le case dei mezzadri, delle loro famiglie e il cimitero, situato fuori dall'abitato.

A partire dal Settecento, con l'introduzione dell'allevamento del bestiame (bovini, suini e pollame), si creò una vera e propria azienda agricola; vennero costruiti nuovi edifici per accogliere i salariati (cavallari, famigli, campari da badile, braccianti, tagliaerba, il falegname e il fabbro), situati sul lato est della grande corte dei Pigionanti.
La comunità agricola era autosufficiente disponendo anche di un forno per il pane, una scuola, la ghiacciaia interrata, il lattaio e il mulino per la farina.

Durante il periodo napoleonico venne soppressa la commenda e il complesso passò di proprietà alla famiglia francese dei Reyner. Nel 1845 fu ceduta al Conte Vitaliano VIII Borromeo. La famiglia Borromeo dal 1879 cominciò a rivendere la struttura in vari lotti e in seguito venne ulteriormente suddivisa dalla Società Agricola Conturbia.

Chiesa di San Giulio prete
La chiesa, dedicata a San Giulio di Orta, è dello stesso periodo del complesso abbaziale e se ne ha testimonianza nei primi decenni del XII secolo. Il campanile, posto sul lato sinistro, risale invece al XVIII secolo.
L'edificio romanico è a pianta basilicale, a navate, con quella centrale coperta da una successione di campate con volte a crociera. Quelle laterali hanno invece campate con volte a botte.

La parte meglio conservata dell'edificio romanico è il complesso absidale esterno, decorato da archetti pensili che poggiano su mensoline in cotto. È visibile dal cortiletto posto sul retro dell'edificio, cui si accede tramite una porta a lato del campanile e dove si affaccia anche la vecchia casa parrocchiale, edificata nel 1720, come riportato da una iscrizione sul muro occidentale dell'edificio.

La chiesa venne ampiamente restaurata e ridecorata tra la fine del XVII secolo e il XVIII secolo. Sulla facciata, ricostruita nel settecento, si apre al centro il portone d'ingresso mentre ai lati vi sono due porte chiuse, solamente sagomate nella muratura.
Nell'interno, riccamente decorato, vi sono numerosi affreschi di pregio: di epoca romanica sono quelli posti sulla parete ovest del tiburio che raffigurano angeli e santi, insieme a molti altri frammenti di pitture che sono stati rinvenuti in occasione di recenti restauri.







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